venerdì 6 luglio 2007

Eccomi!

Ciao a tutti!
Queste sono solo poche righe di appunti* prese prima che il sonno si diffondesse nel corpo, nelle solitarie e stanche notti dopomilonga o dopo practicas gioiose e impegnative.
* Non solo pensieri personali ma anche storie carpite e annotate per chi, forse, non avrebbe potuto.
Cos’è il tango per me? Cosa vive nella fugacità di un abbraccio intimo e casto, nello scambio di sensazioni, di umori, che il tango permette a noi che ci cibiamo della sua essenza?
Non avrei saputo dirlo a mio modo se non avessi avuto la fortuna di riscoprire un sentimento. Se non avessi percepito la natura contrastante, dolceamara, di un frutto inebriante che matura nell’animo di ognuno di noi.
Natura che ci fa vibrare e gioire di un contatto delicato, personale, di una comunicazione intensa e pregnante, anche tra perfetti sconosciuti.

E tramite la scoperta di questo sentimento, (oramai perduto o meglio, già trasformato) per una tanghéra, ho potuto condensare in parole questo duplice amore.
Perché il tango è amore.
L’arcobaleno dei sentimenti che provoca in me è straordinario e vale davvero la pena d’essere vissuto fino in fondo.
Per il tango, per l’amore, sono stato costretto a rivalutare, destrutturare e comprendere la mia vita sotto molti aspetti. E sono grato di queste opportunità, accolte pienamente con serenità, anche quando faceva male.
La mia fede in una Vita piena di gioia, in cui ogni cosa può essere, dove il valore scaturisce dal rapporto tra le persone e tra loro e le cose, le idee, ha filtrato inequivocabilmente il risultato.
E voi amiche non vogliatemene per la frase seguente..

A voi, amici miei, compagni di viaggio, sperimentatori della notte, ma soprattutto …grazie a te, meraviglia, vera fuoriserie in un mondo di utilitarie.

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